Il blog di Stefano Ghisolfi

IL BLOG DI

STEFANO GHISOLFI

8 APRILE 2021

Si vede che con l’anno nuovo stanno via via cambiando un po’ di cose, perché finalmente sono tornato ad allenarmi come una volta, quasi ai ritmi di prima.
Non si tratta certo di cambiamenti radicali, ma di questi tempi il solo fatto che abbiamo delle palestre aperte apposta per permettere di allenarci è davvero una fortuna non da poco.
Anzi, un privilegio.
Un privilegio che ci siamo meritati grazie alla Nazionale e che, oltre ad essere un onore, un vero motivo di orgoglio, è anche un onere e una responsabilità.

Quest’anno l’arrampicata approderà finalmente alle Olimpiadi, per la prima volta nella storia.
È davvero un grande passo in avanti!

Anche perché l’arrampicata sportiva non esiste da tanto tempo, è una scoperta recente, saranno poco più di 30 anni che si pratica a livello agonistico.
Rientrare tra le discipline a 5 cerchi è un segno di grande maturità per questo sport; è la prova che si tratta di uno sport completo al 100%, affascinante e perfettamente adatto ad essere raccontato, quanto le altre discipline.
Se non siamo arrivati prima sul palcoscenico olimpico, è semplicemente perché abbiamo una storia sportiva più corta di altre. Almeno per ora!
Questo vuol dire soltanto che ci sono più pagine da scrivere rispetto a qualunque altro sport, e questo lo rende elettrizzante.
E inoltre, sono anche sicuro che Tokyo riuscirà a far conoscere l’arrampicata a molti nuovi appassionati.

Prima di parlare di arrampicata, però, bisogna fare delle belle distinzioni; perché si divide in due discipline diverse e ben precise: l’arrampicata indoor e
l’arrampicata in falesia.
Io ho cominciato con la prima, in palestra, a differenza di quello che succedeva nelle generazioni precedenti, quando si scalava praticamente solo all’aperto, su
roccia.

Io, iniziando ad arrampicare fin da subito su una parete artificiale, mi sono ritrovato molto presto nel mondo delle competizioni, che sono diventate il mio
habitat naturale fin da subito, il motivo stesso per cui mi alleno tanto.

Della competizione mi piace soprattutto il fatto che ci si debba sempre mettere alla prova, che sia un’occasione per confrontarsi con gli altri e che ti dia una
scarica di adrenalina che davvero non ha eguali. La gara sa darti un’emozione indescrivibile a parole e che in nessun altro
momento riesci a ricreare.
La roccia, invece, è un mondo a parte.
Un mondo che ho scoperto tardi e che comunque mi piace parecchio, anche se per motivi molto diversi da quelli dell’arrampicata indoor.
In comune c’è sempre il concetto di sfida, che non è più contro degli altri atleti, ma contro se stessi.
Diventi il tuo avversario e la parete assomiglia quasi ad uno specchio.
Dell’arrampicata su roccia mi piace anche il fatto che si pratichi a stretto contatto con la natura, all’aperto.

È sicuramente uno sport che sembra solitario ma l’ideale è andare in falesia con gli amici, anche con il semplice desiderio di divertirsi. Tra sfide, momenti di
relax e chiacchiere, la montagna sembra sempre in grado di restituire un profondo senso di equilibrio.
Mettersi alla prova, non è più questione di vincere o dimostrare di essere i più forti, è qualcosa di più intimo e introspettivo.

Tra l’altro, l’arrampicata su roccia ha avuto più di qualche vantaggio in quest’ultimo periodo: nonostante le palestre chiuse è stato sempre possibile
prendere la macchina e andare su qualche falesia qui, vicino ad Arco di Trento, dove le montagne offrono a quelli come noi, tutto ciò di cui abbiamo bisogno
per stare bene.

Altrimenti, la sola alternativa era allenarsi nel garage di casa mia, dove ho montato una parete artificiale, che è stata la mia palestra personale per tutta
l’ultima parte dell’anno scorso.
Quello che è davvero impossibile sostituire è la gioia che dà viaggiare! Spero veramente di poter organizzare presto un nuovo viaggio. Sarebbe bello ricominciare pian piano ad essere più liberi di muoversi.

Il movimento per me è tutto!
Perché solo nella libertà di movimento è possibile trovare il proprio ritmo, che nell’arrampicata è il segreto del successo.
Le gare migliori e le scalate migliori si fanno quando si riesce a disconnettere completamente il cervello e a seguire quel flow, quel flusso, che nasce da dentro.

Quando è il corpo che comanda, che trasmette gli impulsi, si riesce a scalare senza alcun pensiero negativo, i movimenti vengono automatici e si entra in una sorta di bolla, che ti estrania dal mondo esterno e ti fa concentrare unicamente sul presente.

Da quel punto in poi tutto il resto è come se non esistesse: preoccupazioni, paure: ci si dimentica di tutto, del passato, del futuro e si è focalizzati al 100%
sul momento… the only way for gaining momentum.
È una sensazione fantastica!

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STEFANO

HA SCELTO

STEFANO HA SCELTO

IDEALI PER CHI PRATICA SPORT SIA A LIVELLO AMATORIALE CHE PRE AGONISTICO MA ANCHE PER I NON SPORTIVI, PER INTEGRARE IL FABBISOGNO GIORNALIERO DI PROTEINE.

Ingredienti: 

ARACHIDI tostate 40,5%, fibra vegetale, semi di girasole, prugna, uva sultanina verde, fave di cacao tostate 7%, polvere di caffè 2%, semi di chia, olio di girasole, aroma naturale

Barretta a base di arachidi, con frutta disidratata e semi, al caffè