Il blog di Federica Brignone

IL BLOG DI

FEDERICA BRIGNONE

21 APRILE 2021

Esistono dei momenti, dei periodi nella vita, in cui tutto sembra andare come in un sogno o in un film, in cui tutto sembra scivolare via facilmente, come sotto l’effetto della sciolina perfetta.

Per me il 2020 è stato proprio così, o almeno lo è stato in parte.

Vincere la Coppa del Mondo Generale, è sempre stato il mio sogno più grande, anche se non si è avverato esattamente come avrei voluto. Mi sarebbe piaciuto festeggiare in pista, insieme agli amici, alla famiglia e in mezzo alla gente, ma purtroppo è arrivata la pandemia che ha scombinato la vita di tutti.
Il peggio è che questa situazione la stiamo ancora vivendo sulla nostra pelle, ed è per questo che non riesco ancora a dirmi serena, né a sentirmi pienamente libera. Questo strano stato d’animo, senza ombra di dubbio, si riflette anche sul mio modo di sciare.

Sono più consapevole di prima, grazie al bellissimo ed incredibile exploit dell’anno scorso, ma allo stesso tempo il contesto attuale mi impedisce di esprimermi al meglio.

Si dice che confermarsi sia molto più difficile di vincere, e averlo dovuto fare nelle condizioni attuali è stato uno stress non indifferente.

Sono cambiate tante cose dallo scorso febbraio.

Il circuito dello sci è stato stravolto, al punto da diventare quasi irriconoscibile e forse un poco alienante. L’ambiente-gara soprattutto non è più quello di una volta e ritrovare le proprie abitudini, il proprio equilibrio, ritrovare sé stessi, non è affatto facile.

Veniamo sottoposte a controlli e protocolli giustamente molto rigidi: covid test super frequenti, divisioni per nazione di appartenenza, distanze interpersonali, obbligo di indossare sempre la mascherina, divieto di uscire dall’hotel se non per andare sulle piste, rispetto dei turni per la ricognizione e, in generale, orari scaglionati per ogni cosa! A tutto questo bisogna aggiungere anche l’assenza del pubblico, delle conferenze stampa e di qualsiasi evento dal vivo, che aiuta
vano sempre a decomprimere la tensione della gara. Un quadro generale piuttosto grigio, per quanto comunque necessario.

Ma la cosa che ho sofferto di più, è che tutto questo insieme di misure, di regole da osservare e di attenzioni da mantenere, comporta una minore libertà individuale ed un livello più alto di tensione.
Non poter mai staccare la testa completamente, non poter condividere momenti di relax con le amiche che ho nell’ambiente, anche di altre nazioni, è stato veramente snervante, e mi ha tolto tanta leggerezza.

Ecco, in questa stagione, mi è rimasto forse solo un luogo e un momento in cui potevo ancora accarezzare quell’idea di libertà che mi è tanto cara: la gara.
Messi gli sci, per il minuto abbondante di competizione che ti aspetta, il mondo attuale sparisce, tornando ad essere semplicemente sé stesso. Nel Super G in particolare.

Il super gigante è da sempre la mia disciplina preferita.

Dentro c’è tutto: tecnica, velocità, tattica e potenza, concentrate in un unico istante, in cui il margine di errore è ridotto allo zero visto che non viene provato prima come la discesa libera. Richiede uno sforzo mentale ed interpretativo senza pari, almeno nel nostro sport.
E proprio la possibilità di interpretare il tracciato di gara come meglio si crede, a seconda anche delle proprie caratteristiche, è ciò che lo rende affascinante, adatto a chi, come me, ama disegnare una scia traiettoria tutta sua.

A volte, quando si pigliano i salti a tutta velocità, sembra quasi di poter volare e di questi tempi è una sensazione che vale doppio, se non triplo!

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FEDERICA

HA SCELTO

FEDERICA HA SCELTO

IDEALI PER CHI PRATICA SPORT SIA A LIVELLO AMATORIALE CHE PRE AGONISTICO MA ANCHE PER I NON SPORTIVI, PER INTEGRARE IL FABBISOGNO GIORNALIERO DI PROTEINE.

Ingredienti: 

ARACHIDI tostate 48%, fibra vegetale, pasta di uva sultanina verde, fave di cacao tostate 7,5%, semi di girasole, mirtilli essiccati 4,5%, semi di chia, olio di girasole, aroma naturale

Barretta a base di arachidi, con frutta disidratata e semi, ai mirtilli