Il blog di Arianna Tricomi

IL BLOG DI

ARIANNA TRICOMI

5 APRILE 2021

Siamo già ad Aprile!
Siamo arrivati alla fine di un altro inverno “speciale”, che verrà ricordato con un asterisco vicino, ed io ho preso parte a due tappe a della mia competizione preferita, il Freeride World Tour. Non sono potuta andare in Andorra, ma a Fieberbrunn, in Austria, è stata la volta buona, anche perché l’evento era in programma sulle nevi di casa. Poi è toccato all’ Xtreme Verbier, dove ho raggiunto il secondo gradino del podio.  
Ero davvero gasatissima!

Non vedevo l’ora di rivedere tutta la famiglia del circuito e di godermi il ritorno ad una specie di normalità. In questi mesi, infatti, non è stato possibile sciare quanto avrei voluto o per lo meno non quanto facevo negli anni passati. Sarebbe veramente bello tornare a potersi muovere liberamente, viaggiare e visitare posti nuovi. Ma soprattutto sarebbe bello poter tornare in Italia più di frequente, perché ad essere sincera mi manca moltissimo.

Tuttavia, sono anche pienamente consapevole che il solo fatto che io abbia la possibilità di sciare, a differenza di tutti gli sciatori non professionisti, è una vera e propria fortuna, un lusso, e non smetto di esserne grata. L’anno scorso, durante il primo lockdown, non è che fossi stata meno fortunata, anzi.

Mi trovavo in Svizzera, Verbier, per una competizione che non si è poi mai disputata. Allo scoppio della pandemia decisi di restare lì, non potendo sapere se avessi o meno contratto il virus.
Ho scoperto solo a posteriori di aver fatto la scelta migliore: in Svizzera le regole non erano restrittive come in Italia e sono riuscita ancora a farmi qualche ultima gita in montagna, con e senza gli sci. Tutto sommato, per me è stata una quarantena che potremmo definire soft, in cui non ho mai dovuto rinunciare alla gioia di “perdermi” ogni tanto nella natura.

Quando sono dovuta restare in casa, invece, ho riscoperto il gusto di cucinare ogni giorno. In cucina ci metto un sacco di passione, come sugli sci, e non sempre, prima del lockdown, riuscivo a trovare il tempo per dedicarmici. Ma se devo scegliere un hobby soltanto tra quelli che mi hanno tenuto compagnia in quelle settimane, dico la musica.

Ho letteralmente rispolverato l’ukulele, che era finito in non-so-quale armadio. È uno strumento semplice, che mette allegria con i suoi i toni caldi e felici, e che mi trasmette only good vibes. Abbiamo sempre avuto un rapporto altalenante: ogni tanto spunta fuori da qualche valigia o armadio, poi senza una vera ragione lo riperdo, e poi lo ritrovo ancora, in un loop infinito.

A Verbier ho avuto tempo e modo di accordarlo di nuovo ed è stato bellissimo suonare e fare jam sessions con gli amici che avevo lì.
Quel che è certo è che tra l’ukulele e il contatto con la natura che ho potuto continuare ad avere, il lockdown non ha intaccato troppo sulla mia serenità mentale e fisica. Non potrei stare lontana dalle mie montagne per un periodo troppo lungo, oppure costretta a forza dentro una casa o in una grande città.

Non potrei sopportarlo.

La montagna, e la natura in generale, sono la mia vera casa.

È sempre stato così, fin da piccola.

Sono uno spirito libero, alla continua ricerca di un posto tutto mio nella bellezza incontaminata del mondo, come una scia da disegnare nella neve fresca, tra gli alberi e i massi delle foreste di conifere, ben lontana dalle rigidità di paletti e porte di una gara di sci.
E aver mantenuto sempre vivo il rapporto con la montagna mi ha permesso di vivere bene anche le settimane più difficili, che tutti quanti insieme abbiamo imparato a conoscere nell’ultimo anno.

Non possiamo dire che tutto sia definitivamente sistemato, ma inizio a vedere una speranza in fondo alla strada, una speranza che, per me, ha ovviamente la forma di una vetta innevata.

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ARIANNA

HA SCELTO

ARIANNA HA SCELTO

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